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Principi generali

CARTA DEI DIRITTI DELLE PERSONE NEI CONFRONTI DELL’ICTUS CEREBRALE La carta dei diritti del paziente con Ictus cerebrale è un documento di consenso elaborato nel 2001 dal Coordinamento Nazionale delle Associazioni ALICE, e presentato alla stampa nazionale nel maggio 2002 . E’ la carta da utilizzare come guida da chiunque voglia promuovere la realizzazione di sistemi assistenziali integrati tra l’ Ospedale ed il territorio in grado di garantire appropriatezza e qualificazione delle prestazioni, nel rispetto dei bisogni delle persone colpite da ictus cerebrale e dei loro familiari. Eccone il testo:

Costituiscono un preciso diritto delle persone i seguenti punti: Che la cultura della prevenzione, cura e riabilitazione dell’ictus diventi un aspetto rilevante dell’assistenza sanitaria in Italia. Che i cittadini italiani siano informati di quali sono i fattori di rischio dell’ictus e di come sia possibile diagnosticarli e trattarli. Che la popolazione sia informata che l’ictus è un’emergenza medica e sia messa a conoscenza di quali sono i suoi sintomi e della condotta da tenere qualora si presentassero. Che le persone colpite da ictus siano ricoverate al più presto in centri specializzati e dotati delle attrezzature più idonee per la cura dell’ictus e, ove ciò non fosse possibile, che siano curate e assistite da personale esperto di ictus. Che le persone colpite da ictus ricevano i migliori trattamenti indicati dalla letteratura scientifica e dalla migliore pratica clinica e siano informate delle loro condizioni, delle possibilità di guarigione e delle terapie a cui sono sottoposte. Che le persone colpite da ictus possano pure avvalersi, con il loro consenso, di centri altamente specializzati nella ricerca in questo campo. Che le persone colpite da ictus ricevano cure riabilitative in ospedale, in strutture attrezzate e a domicilio fino al raggiungimento della massima autonomia possibile. Che le persone colpite da ictus non autosufficienti possano fruire di servizi pubblici, volti a ridurre il peso assistenziale che grava sui familiari. Che le persone colpite da ictus vedano riconosciuti tempestivamente e agevolmente per sé e per i propri familiari i benefici di legge previsti in caso di disabilità. Che le persone colpite da ictus ricevano gratuitamente cure e controlli volti ad evitare le ricadute.

ACCORDO STATO – REGIONI L’accordo tra il Ministero della Salute, le Regioni e le Province autonome del 3/2/2005, nell’ambito della Conferenza Stato-Regioni, consultabile cliccando qui, stabilisce le linee di indirizzo per la definizione del percorso assistenziale ai pazienti con ictus cerebrale.

LA CARTA GLOBALE DEI PAZIENTI CON FIBRILLAZIONE ATRIALE Nel 2011 un comitato direttivo di sei organizzazioni di pazienti, tra cui A.L.I.Ce. Italia, e altri 39 rappresentanti di organizzazioni di pazienti provenienti da 20 paesi si sono riuniti per sviluppare una Carta Globale per i soggetti affetti da Fibrillazione Atriale (AF). Del progetto, si è fatta portavoce su tutto il territorio nazionale la nostra Associazione, contribuendo alla buona riuscita dell’iniziativa. La Carta Globale del paziente con fibrillazione atriale è stata creata per portare a livello mondiale una voce unitaria rivolta a migliorare la cura e il trattamento delle persone affette da AF e colpite da ictus ad essa correlata. La Carta contiene raccomandazioni sugli interventi essenziali che i responsabili politici, gli operatori sanitari, i contribuenti e i governi nazionali possono adottare per salvare vite umane, ridurre il peso della malattia e le enormi spese mediche associate. La fibrillazione atriale (AF) è il più comune disturbo del ritmo cardiaco, che colpisce circa 6 milioni di persone in Europa, 8 milioni in Cina e oltre 2,6 milioni negli Stati Uniti. I soggetti affetti da AF sono a maggior rischio di ictus debilitante e rappresentano circa il 15% di tutti i 15 milioni circa di casi di ictus in tutto il mondo. Anche se la terapia per ridurre il rischio di coaguli ematici può prevenire l’ictus e i devastanti costi umani ed economici ad esso associati, spesso la fibrillazione atriale non viene riconosciuta e trattata. I pazienti con una diagnosi di AF non sottoposti a terapia anticoagulante o che ricevono un trattamento inadeguato sono a maggiore rischio di ictus.